Giulia


Giulia è una ragazza che dal 24 marzo 2004 ha abbandonato la sua vita di giovanissima e brillante studente di un liceo per un’altra forma che non abbiamo forse i mezzi per interpretare.Ho conosciuto Giulia attraverso Maura, sua madre, dapprima mia cliente e poi preziosissima amica.Fu lei che, dopo avermi raccontato la sua vicenda( dopo che io a mia volta le ebbi raccontato di Daniela), mi invitò ad andare a trovarla nella sua stanza (Giulia si trova in una struttura di lungo degenza a Volpiano, unica ragazza al momento in mezzo a persone anziane). Maura racconta così il suo cambiamento:

ERA IL 4 GENNAIO 2004 ED UNA NOSTRA AMICA SI RUPPE UNA GAMBA SULLA SPIAGGIA, IL MIO COMMENTO FU “ INIZIA BENE QUESTO ANNO BISESTILE!”. GIULIA, SENTENDO QUELLA FRASE MI DISSE “ MAMMA, COSA VUOL DIRE?” ED IO LE RISPOSI “ E’ CREDENZA POPOLARE CHE QUANDO UN ANNO E’ BISESTILE VUOL DIRE CHE E’ SFORTUNATO” E SUBITO LEI MI RISPOSE “ MA VA’… NON CREDERAI MICA A SIMILI SCIOCCHEZZE!” Ventiquattro marzo 2004, sono le 14 e 30 quando in ufficio squilla il mio telefono, è mia mamma che mi dice che Giulia sta molto male….. ARRIVO A CASA DEI MIEI GENITORI E LA TROVO IN COMA, RESPIRA A TRATTI, LA PORTANO AL GIOVANNI BOSCO E DOPO UN’INTERMINABILE TEMPO MI DICONO FINALMENTE LA VERITA’….GIULIA E’ AFFETTA DA ANEURISMA SU UNA MALFORMAZIONE CONGENITA AL CERVELLETTO….. SI TENTA L’INTERVENTO E DOPO DODICI ORE E VENTIQUATTRO SACCHE DI SANGUE ESCE UNA GIULIA CHE NON RICONOSCO….I SUOI LUNGHI CAPELLI BIONDI E RICCI SONO STATI RASATI A ZERO ED IL SUO VISO DI BAMBOLA LASCIA IL POSTO AD UN VOLTO TUMEFATTO E GONFIO…..

Giulia è stata colpita da aneurisma mentre in una giornata qualsiasi tornava sull’autobus da scuola;da allora ha lottato in modo arduo per continuare a vivere,all’apparenza chiusa in sé .Maura non si è accontentata di darle ciò che allora le strutture sanitarie le offrivano, cioè esclusivamente di tenerla in vita.Ha organizzato e partecipato a conferenze,si è documentata sul tema del come aiutare chi non è autosufficiente.Ha stabilito un proprio linguaggio per parlare con Giulia, ha sperimentato personalmente cosa significhi stare ore in una stessa posizione,pulirsi il corpo con una garza e tutte le esperienze che sua figlia doveva subire non essendo in grado di esprimersi (in modo comprensibile da chi non ha tempo - e forse voglia - di ascoltare). Per Giulia ha dapprima dato incarico a Lucia, una psicologa esperta anche di psicomotricità, perché continuasse a stimolarla e perché le desse qualche strumento in più per dialogare col mondo esterno.E gli incontri con Lucia diedero immediatamente una scossa a Giulia.Quando vidi Giulia per la prima volta i suoi occhi mi intimidirono, mi osservava, seguiva i miei movimenti, reagiva al contatto (molto discreto, sui suoi piedi). Giulia c’è! Questo pensai.Questo si sente osservandola ed essendo da lei osservata;Giulia sa comunicarti se sei invasivo, se soffre, se è serena.La sua stanza,pur nella struttura non idonea per una ragazza della sua età, è stata “riempita di colore e vita” da Maura, dalle ex compagne di studi,da tutti coloro che le vogliono bene.Giulia è sollecitata continuamente con colori,suoni,profumi,contatti. Dapprima visto un po’ come una presenza “strana” nella struttura (mi presentavo come amico ma spesso venivo sopreso nel “trattare” i piedi e le mani di Giulia) venni poi accettato grazie alla intermediazione di Maura con lo staff medico. Giulia rispondeva alle richieste di muovere un poco il piede (prima il dx poi il sx),piccoli segni ma rassicuranti per chi interagisce con lei, ogni giorno aumentano le risposte per chi sa coglierle. Giulia continua a progredire, ora ,oltre all’incessante opera di Maura,grazie anche a Orlando e soprattutto a Bruna (entrambi operatori shiatsu e riflessologi dal cuore grande grande).A Giulia si dà ma da Giulia soprattutto si riceve, lo sa chi ha modo di interagire con lei.Domani Giulia dovrà superare l’ennesima sfida sottoponendosi ad un delicato intervento alla testa. Le siamo vicini… Mauro 29 gennaio 2008


3 febbraio 2008: Giulia ha brillantemente superato anche questa sfida. m.