SPA


salus per aquam….. o società per azioni?

Spa, centri benessere,terme, centri talassoterapici, beauty farm; questi termini inducono in noi tutta una serie di pensieri piacevoli legati a sensazioni altrettanto piacevoli ma….. Non è sempre così. Non vorrei disilludere qualcuno che già ha prenotato la sua vacanza della vita in uno di questi centri ma vorrei fare alcune precisazioni su quello che è uno dei pochi settori ancora in espansione e che non conosce crisi. Perché è in espansione è presto detto: perché tutti abbiamo bisogno di contatto, di coccole e di relax ma da questa necessità e dalla conseguente richiesta è nato un vero e proprio business. Ogni servizio ha giustamente un valore commerciale ma quello dei centri benessere è diventato un settore eccessivamente improntato al guadagno e occorre fare attenzione per ricevere un servizio adeguato alle promesse ed ai prezzi. Vengono proposte cure del corpo e dello spirito, trattamenti mirati al benessere globale tenendo conto delle esigenze individuali ma talvolta dietro le pubblicità e le foto patinate, con modelle in estasi immortalate mentre sono avvolte da fumanti acque termali e spennellate con fanghi, cioccolato, alghe ed altro ancora, si celano inesperienza, improvvisazione e mancanza di etica e serietà. Chi scrive ha una discreta esperienza maturata prima come operatore e poi come formatore del personale dei centri benessere e si è fatto un'idea piuttosto precisa, nel bene e nel male, di come funzionino alcune strutture. Ho avuto, inoltre, la possibilità di essere a mia volta cliente in alcuni centri rinomati e, purtroppo, posso dire di non essere mai uscito dalla cabina completamente soddisfatto, vuoi per il tempo dedicato dall'operatore vuoi per la competenza dell'operatore stesso. Non tutti i centri sono uguali e non sempre la qualità offerta è allineata alla bellezza dei centri stessi e conseguentemente al prezzo delle prestazioni. Purtroppo la gestione di molti centri, NON TUTTI, è affidata spesso a persone che non danno la giusta importanza alla qualità del servizio confidando sul fatto che ancora non vi sia una cultura profonda, soprattutto in Italia, nel campo dei trattamenti benessere, confidando sul fatto che in vacanza ogni cosa venga apprezzata a prescindere e che male che vada, anche se i trattamenti non sono così professionali, le persone rimangono, la maggior parte delle volte, per un tempo molto limitato e vengono a breve rimpiazzate da altre che otterranno il medesimo trattamento. Insomma in alcuni contesti non si punta molto sulla fidelizzazione del cliente, sulla testimonianza stessa del cliente ai suoi conoscenti quanto sulla pubblicità, sui marchi dei prodotti, sull'impatto visivo del centro e sulla fugacità dell'evento. In realtà credo che anche in un periodo molto limitato nel tempo un buon operatore possa essere di aiuto a chi riceve i suoi trattamenti e farsi apprezzare per la propria professionalità ma succede talvolta che lo stesso cliente venga passato da un operatore ad un altro e sia oggetto di trattamenti stabiliti dalla reception non tanto sulla base di ciò che migliora il benessere del cliente quanto sul margine di guadagno che un trattamento può avere rispetto ad un altro. I tempi dei trattamenti sono spesso insufficienti perché questi siano di una qualche efficacia e gli operatori stessi, spesso frustrati dal fatto di non poter seguire con una certa costanza lo stesso cliente e di non poter svolgere in modo adeguato il proprio "mestiere", sono soggetti a ritmi eccessivi che impediscono la cura ottimale della persona. Talvolta agli operatori sono imposti dei trattamenti rituali, pensati direttamente dalle case cosmetiche, che forniscono pochissime possibilità di ascolto da parte di chi li esegue e che portano ad esecuzioni rigide e meccaniche di routine di manovre. Il mio lavoro di formatore mi aiuta talvolta a evidenziare il valore etico del trattamento benessere oltre che quello terapeutico sia, in primo luogo, agli operatori ma anche a chi gestisce i centri. Per tutti coloro che credono nel proprio lavoro di operatori del benessere c'è da augurarsi una crescita della cultura del benessere da parte dei fruitori oltre che dal lato di chi propone, e una maggiore capacità da parte dei clienti di discriminare tra un trattamento professionale e uno superficiale, tra il classico fumo e l'arrosto. Se posso dare qualche suggerimento a chi si accinge ad avere un'esperienza "olistica" in una SPA: concedetevi pure le vacanze nella beauty farm per rilassarvi e "provare" nuove sensazioni ma tenetevi cari i vostri operatori,quelli seri, che vi trattano nel loro studio magari piccolo ma accogliente,che hanno dedicato,e che continuano a dedicare, un periodo significativo della propria vita a cercare un metodo efficace per migliorare se stessi e la propria tecnica, che vi ascoltano veramente, si impegnano perchè al termine della seduta stiate davvero meglio, non vi impongono i loro prodotti e che non portano continuamente l'occhio all'orologio.
mauro massaro